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Catalogna: pugno di ferro Madrid, minacciati d'arresto 712 sindaci

13.09.2017 - aggiornato: 13.09.2017 - 19:04

È sempre più pugno duro di Madrid contro la Catalogna indipendentista per impedire il referendum convocato il primo ottobre dal presidente Carles Puigdemont, dichiarato "illegale" dallo Stato spagnolo.

Nella strategia della terra bruciata attorno al governo catalano la procura spagnola ha posto nel mirino i 712 sindaci catalani su 947 che si sono schierati per il referendum. Sono stati dichiarati indagati, convocati in pretura e minacciati di arresto se si rifiuteranno. È l'ultima mossa nella linea della criminalizzazione della dirigenza indipendentista dopo le denunce penali per disobbedienza, abuso di potere e malversazione contro Puigdemont e i suoi ministri per avere firmato la convocazione del referendum. Rischiano condanne fino a 8 anni di carcere.

L'attacco contro il 75% dei sindaci della Catalogna ha suscitato indignate reazioni nei partiti della maggioranza indipendentista catalana. Cup, il più a sinistra, ha subito replicato che i suoi sindaci "disobbediranno".

"Non possono arrestare tanti sindaci", ha detto il deputato Carles Riera "non ci sono abbastanza prigioni". "Siamo minacciati affinché impediamo ai cittadini di votare", ha denunciato il sindaco di Tortosa Ferran Bei i Accensi, del Pdecat di Puigdemont: "è gravissimo, senza precedenti in uno Stato democratico, che si dichiari indagati il 75% dei sindaci di un Paese".

La pressione dello Stato si fa più forte anche sulle polizie locali. La procura ha ordinato al capo dei Mossos d'Esquadra, quella regionale, Josep Lluis Trapero, di impedire il voto e sequestrare le urne. Un ordine girato da Trapero ai suoi 17mila agenti, senza istruzioni specifiche. Lo stesso ordine è stato dato alle polizie comunali. I Mossos sono in una situazione delicata. Dipendono da Puigdemont ma sono agli ordini anche di Madrid come polizia giudiziaria. Per di più sono stati incaricati dal procuratore dello Stato José Manuel Maza di arrestare i sindaci che non si presenteranno in procura.

Mancano ormai poco più di due settimane al voto, se ci sarà. Il clima è sempre più incandescente e lo strappo fra i catalani, che all'80% vogliono votare, e gli spagnoli, che al 60% vogliono impedirglielo, sembra farsi ogni giorno più inquietante.

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