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"Sarò in azione per gli altri"

02.07.2017 - aggiornato: 02.07.2017 - 22:20

IL PERSONAGGIO - L'addio al calcio di Elisa Mele, talento della seria A femminile, spiegata da lei stessa. "Voglio mettere la mia vita a dispozione del prossimo".

© foto dal web

di Silvia Guggiari

 

La storia di Elisa Mele è quella che tanti ragazzi vorrebbero vivere. La passione e il talento per il calcio la portano, solo 20enne, ad esordire (e a vincere uno scudetto) nella serie A del campionato femminile italiano. Passione e talento, uno senza l’altro non sono nulla. Lei ha la fortuna di aver ricevuto entrambi questi doni che le consentono presto di arrivare in cima ai suoi sogni più belli. Ed è proprio su questa cima che si accorge che i suoi desideri per il futuro non rientrano in un campo da calcio.

La sua storia, in questa settimana, ha fatto il giro di diversi siti italiani: quello che ha fatto notizia non è stato un goal straordinario o una vittoria epica con la maglia del Brescia. Si parla di Elisa per la sua decisione di lasciare definitivamente il mondo del calcio, come scrive in una bellissima lettera pubblicata sul sito della società. Ciò che colpisce è il motivo che l’ha portata a prendere questa decisione e che ci siamo fatti raccontare da lei personalmente: «Non è stata una scelta improvvisa, ci ho pensato tanto e a un certo punto ho capito che quella che avevo intrapreso non era la strada che volevo percorrere per la mia vita. Il mio impegno nel calcio era diventato tutto il mio mondo, non consentendomi di fare nessun’altra attività, dagli studi universitari al volontariato. Mi sono così chiesta chi realmente volevo essere; ho lasciato che mi guidasse il mio cuore e mi sono accorta che mi portava da un’altra parte. Ogni scelta comporta lasciare qualcosa, mi è costato tanto ma sono contenta così».

Un percorso faticoso, pieno sicuramente di dubbi e di paure, ma in cui Elisa non si è mai sentita sola, «la preghiera e le persone che mi vogliono bene sono state determinanti per intraprendere questa scelta». Anche nell’ambiente del calcio ha trovato persone pronte ad accogliere ed accettare la sua decisione: «Ho parlato prima con la mia allenatrice che, lasciando per un momento le sue vesti, mi ha capita e anche aiutata. E anche le mie compagne sono state tutte molto comprensive, anche se qualcuna è rimasta stupita dalla mia confessione».

Il futuro per lei ha ancora tanti punti di domande ma un’unica grande certezza: «Voglio essere di aiuto agli altri, voglio mettere la mia vita a disposizione del prossimo», ci dice Elisa.

«Quello che vorrei è stare in mezzo alla gente, il resto non è ancora definito. Attraverso le tante esperienze di volontariato, dalla mensa della Caritas, alle attività dell’oratorio, ho capito negli anni che stare in mezzo agli altri era quello che desideravo. Ora non so ancora ne il come ne il dove, ma con il tempo lo capirò».

Nel mese di agosto, Elisa partirà con altri suoi coetanei per un mese in missione in Mozambico: «Visiteremo alcuni villaggi colpiti recentemente da un uragano. Qui cercheremo di portare un po’ di sostegno, faremo animazione ai ragazzi e organizzeremo diverse attività, dalla scuola al Grest, a laboratori creativi e sportivi. Io, ovviamente, terrò il laboratorio del calcio». In fondo, Elisa l’aveva già confidato nella sua lettera di addio, in cui si legge: «Lascio il calcio perché mi sono resa conto di voler mettere la mia vita e, quindi, anche questo talento a disposizione degli altri. Il calcio sarà sicuramente uno strumento che utilizzerò in tante occasioni come aggregazione, educazione, gioco».

Poi, una volta tornata a casa, Elisa intraprenderà un nuovo percorso di studi, ma su questo preferisce mantenere ancora un po’ di riservatezza: «non so ancora esattamente a cosa mi iscriverò, ma saranno sicuramente degli studi legati alla filosofia e alla teologia».

Al termine della nostra chiacchierata, Elisa ci confida di essere lusingata delle attenzioni ricevute dai media, «alla fine - dice con molta modestia - sono tanti i giovani, come me, che quotidianamente compiono scelte importanti senza che nessuno ne dia notizia. Sono contenta però della diffusione delle mie parole perché penso che anche questo sia un modo per essere di aiuto agli altri ed è proprio quello che voglio fare nella mia vita».

 

 

 

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