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Quattro Oscar a "La Forma dell'acqua"

05.03.2018 - aggiornato: 05.03.2018 - 11:49

La pellicola di Guillermo Del Toro si aggiudica i prestigiosi riconoscimenti del cinema per il miglior film, miglior regia, scenografia e colonna sonora originale.

Il regista Guillermo Del Toro.

© Photo by Jordan Strauss/Invision/AP

Una vera e propria favola che incanta e fa sognare questo 'La forma dell'acqua' (The Shape of Water) di Guillermo Del Toro, già Leone d'Oro alla 74ma Mostra di Venezia e ora anche vincitore di ben quattro Oscar tra cui i due più importanti: miglior film e regia. A cui si aggiungono quelli della scenografia (a Paul D. Austerberry, Jeffrey A. Melvin e Shane Vieau) e quello della miglior colonna sonora originale ad Alexandre Desplat. 

Un vero trionfo per il regista messicano che nel ricevere il premio più ambito, quello di miglior film, dice con commozione: ''Sono cresciuto in Messico e ammiravo i film stranieri come E.T. o quelli di Frank Capra. E solo pochi giorni fa mi sono detto: se ti trovi sul podio non dimenticare che fai parte di un lignaggio di cineasti e così voglio dedicare questo premio ai giovani registi che ci fanno vedere tante cose nuove. Ero un bambino - ribadisce il regista -, abitavo in Messico e non pensavo che mai mi sarebbe successo tutto questo, ma ci sono persone che sognano e con questi sogni si può parlare anche di cose reali se si ha immaginazione. Quest'ultima è una porta: apritela ed entrate''. 

 

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Il film

Il film con Sally Hawkins (candidata come miglior attrice), Michael Shannon, Richard Jenkins (candidato come miglior attore non protagonista), Doug Jones, Michael Stuhlbarg e Octavia Spencer (candidata come attrice non protagonista) ci porta negli Stati Uniti del 1963 in piena guerra fredda. Ed esattamente in un laboratorio del governo americano, che sembra disegnato per un fumetto di supereroi, dove è racchiuso un misterioso uomo-pesce. Qui troviamo Elisa la straordinaria attrice inglese Sally Hawkins algida e sexy allo stesso tempo, una donna delle pulizie muta ("la principessa senza voce") che, con efficienza, va su e giù per il laboratorio insieme alla sua amica di colore Zelda (Octavia Spencer).

Ma in questa struttura, dove a capo della sicurezza c'è il cinico ed azzimato Strickland (Michael Shannon), nasce comunque l'amore. Un amore tra due esseri singolari, due 'diversi': la creatura acquatica, dio-pesce-antropomorfo, (identico a 'Il mostro della laguna nera', film del 1954 di Jack Arnold) e l'impacciata Elisa. Lei comincia a portargli di nascosto delle uova, di cui l'uomo-pesce è ghiotto, e lentamente, tra i due nasce qualcosa di più profondo come capita spesso a chi si trova, anche se per motivi diversi, ai margini. Un amore che, teneramente, è anche consumato in tutta la sua pienezza (per farlo la coppia deve riempire d'acqua la stanza da bagno).

 

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Gary Oldman (Photo by Chris Pizzello/Invision/AP)

 

Gli altri premi

Subito dietro a "La forma dell'acqua", anche se per Oscar minori, troviamo "Dunkirk" di Christopher Nolan con tre, seguito da "Tre manifesti a Ebbing, Missouri", che ha vinto per il migliore attore non protagonista e la migliore attrice protagonista. Con due Oscar invece "L'ora più buia", che ha vinto sia per il make up che con il migliore attore, Gary Oldman.

Due Oscar anche per "Blade Runner 2049". Soddisfazione pure per "Coco", il film animato della Pixar, vincitore di categoria e per la migliore canzone originale. Un Oscar è andato anche a "Get Out", migliore sceneggiatura originale e "A chiamami con il tuo nome" di Luca Guadagnino per quella non originale di James Ivory.
Un Oscar anche a "I, Tonya" per l'interpretazione da non protagonista di Allison Janney in una serata che non vede film sconfitti malamente tornare a casa a mani vuote.

(Red/Ats)

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