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Se il modello svizzero fa scuola per il Brennero

17.04.2018 - aggiornato: 17.04.2018 - 09:17

Ritardi ferroviari? Singhiozzo degli investimenti. Se ne è parlato al convegno Anita a Verona. L’ingorgo delle autostrade gioca a favore del traffico combinato.

Thomas Baumgartner - Presidente ANITA e Bernhard Kunz - Managing Director Hupac.

di Corrado Bianchi Porro

 

Lo volete sapere perché i treni di questi tempi sono in ritardo? Il motivo è piuttosto semplice, ha detto Bernhard Kunz - Managing Director Hupac al convegno di ANITA (Associazione nazionale trasporti automobilistici) che si è svolto a Verona. Fino al 2008 si assisteva ad un continuo incremento dei passeggeri e delle merci a seguito dell’aumento della domanda. Nascevano trasportatori e servizi come funghi. Poi è arrivata la crisi del 2008. La caduta è stata abissale. La domanda è scesa del 20%. Molti hanno chiuso i battenti e quelli che erano sul mercato, per non tagliare i servizi e il personale, hanno fermato gli investimenti. Ora, dal 2015, si assiste ad un ritorno di aumento della domanda e ad una ripresa degli investimenti nel settore ferroviario dal 2008. Dopo sette anni di immobilità, finalmente si è rimessa mano alle risorse insufficienti di riserva e alle manutenzioni, tra locomotive, macchinisti (le deviazioni di transito necessitano più del doppio di risorse) e materiale ferroviario.  Tutti oggi stanno cercando di recuperare quello che non si è fatto prima e c’è congestione di cantieri. In Francia SNCF, il gestionario delle infrastrutture del materiale ferroviario raggiungerà un deficit di 50 miliardi di euro che Parigi si è impegnata in parte a ricoprire. In Germania nell’agosto 2017 Deutsche Bahn ha interrotto per mesi la ferrovia a Rastatt nel corridoio Reno-Alpi. Non è un problema locale, ha commentato Kunz. Perché se i prodotti non vengono consegnati a tempo, le aziende non possono produrre, tutto si ferma per le basse prestazioni ferroviarie in un circolo vizioso. Perché dietro ai passeggeri ci sono le merci, le aziende, il lavoro. 

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