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Bandierina che non va ammainata

16.01.2018 - aggiornato: 16.01.2018 - 15:55

L'editoriale di GianMaria Pusterla sui disordini alla Valascia, che hanno mostrato ai tanti bambini presenti scene di violenza che con lo sport hanno nulla a che fare.

© KEYSTONE/Ti-Press/Gabriele Putzu

di GianMaria Pusterla

 

Una bandierina fatta di carta. Costruita dal bambino prima di partecipare alla partita di hockey assieme al suo papà. Una bandierina che simboleggia tutti i valori dello sport, quello autentico: sia per chi lo pratica, sia per chi ne beneficia in quanto spettatore. E la mano di quel bambino domenica ha sventolato la bandierina. Però quel piccolo tifoso pochi minuti dopo ha dovuto assistere a scene di violenza. Non tra tifoserie, ma tra teppisti che con lo sport nulla hanno a che fare. E il papà ha dovuto spiegare a questo bimbo che cosa stava succedendo.

Ha dovuto svelare la parte brutta dello sport, quella che mai dovrebbe manifestarsi all’interno e all’esterno di uno stadio, perché lo sport, come un giorno ha avuto modo di dire lo stesso papa Francesco, deve poter sempre essere una festa. Quegli atti brutali che molte famiglie hanno visto ad Ambrì non sono meno violente di una bomba che viene fatta esplodere in una metropolitana o davanti e dentro una chiesa di Nairobi: dimostrano e spiegano dove la nostra società - o meglio, una parte della nostra società- si può incamminare quando saltano le barriere del rispetto, della tolleranza, dell’accettazione delle diversità. Quando un incontro tra persone diventa il pretesto di uno scontro. Quando nella vita non vi sono più significati, se non la caduta nella noia; nell’incapacità di ascoltare il desiderio del bello perché protesi solo a sopraffare qualcuno nel nome del... nulla.

Quel papà che ha raccontato ieri alla RSI la storia di suo figlio con la bandierina bianco-blu fatta in casa aveva nel cuore il dolore e  la delusione per un cambiamento di paradigma: la partita di Ambrì da festa si è trasformata in violenza. Ma per sconfiggere questo “male” servirà costruire sempre, anche domani, tante bandierine. Servirà far capire ai figli l’importanza del rispetto, pur vibrando per una passione.  

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