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L'avventura affascinante della scuola

28.08.2017 - aggiornato: 28.08.2017 - 12:50

Riprendono le lezioni per oltre 50'000 allievi ticinesi, ma anche per gli insegnanti. L'editoriale di Gregorio Schira sui vari rapporti che si instaurano durante questo percorso.

© Immagine d'archivio

di Gregorio Schira

 

Si riparte. Da oggi per decine di migliaia di bambini, ragazzi e insegnanti ticinesi ricomincia (o comincia) l’avventura della scuola. Un’avventura affascinante, fatta di amicizie, di proposte, di incontri. E ovviamente anche, ma forse solo in un secondo momento, di nozioni. Perché la sfida educativa si gioca prima di tutto in un rapporto. O meglio, in una serie di rapporti. Anzitutto quello tra il docente e l’allievo. Poi quello tra gli allievi stessi, e infine quello tra docente e famiglia. Senza questi tre protagonisti (docente, allievo, famiglia) la sfida perde di gusto e rischia di divenire persino impossibile.

Il rapporto tra docente e allievo è fondamentale. Perché l’allievo impara soltanto se è guardato, considerato, stimato da chi ha davanti. Ecco quindi che il compito del docente è di quelli da far tremare le vene e i polsi: non deve semplicemente insegnare dei concetti, per quanto interessanti siano, ma deve stare di fronte ai suoi allievi con tutto se stesso, deve trasmettere loro la passione per ciò che insegna, deve essere per loro un testimone.

L’amicizia con i compagni di classe, poi, è essenziale. Perché, come in tutti gli aspetti della vita, è soltanto in una compagnia (che ci permette di confrontarci, di correggerci, di aiutarci, di sostenerci) che possiamo crescere. Per i più piccoli, questo vuol dire magari “semplicemente” giocare insieme. Ma quante cose si imparano in questo modo! Poi, con il passare degli anni, diventa sempre più importante il sostegno che ci si può dare, la possibilità di confidarsi, l’aiuto nello svolgere i compiti che ci vengono assegnati. In questo senso, anche il rapporto tra docenti stessi è essenziale. Per non sentirsi soli in questa avventura, per condividere le fatiche e le gioie della sfida educativa. 

I terzi protagonisti, ma non certo gli ultimi per importanza, sono i genitori. Perché la scuola non è altro che la continuazione di un percorso iniziato già da tempo in famiglia. In quest’ottica, guai se la scuola non tenesse in considerazione la famiglia, e viceversa. Genitori e docenti, insieme, devono testimoniare all’allievo che il lavoro dell’apprendimento vale la pena, è bello, è positivo. Perché positiva è la realtà che insieme si sta imparando a conoscere. 

«La cosa più bella della vita è imparare, cioè affermare l’amore al vero, e insegnare, cioè affermare l’amore all’uomo» diceva tempo fa un grande educatore, don Giussani. Il nostro augurio, all’inizio di questo anno scolastico, è che tutti possano sentire come vere queste parole. Buona avventura!

 

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