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Ma non puntiamo solo sui soldi

22.01.2018 - aggiornato: 22.01.2018 - 17:43

L'esito della votazione sui salari dei municipali della Nuova Bellinzona, che ha visto vincere il "no" con il 58% dei voti, al centro dell'editoriale di Alessandra Zumthor.

© Ti-Press / Gabriele Putzu

di Alessandra Zumthor

 

Esito amaro, dunque, per il primo banco di prova di Municipio e Legislativo a Bellinzona dopo l’aggregazione: entrambi sconfessati da quasi il 60% dei votanti sul nuovo regolamento comunale, in particolare per quel che riguarda onorari e rimborsi del nuovo Municipio. Almeno 80mila franchi annuali per un municipale e 120mila franchi per il sindaco sono stati giudicati cifre eccessive. 

L’esito di una votazione popolare è insindacabile, nondimeno il risultato si presta a qualche riflessione. Per i principali partiti di governo la proposta di rialzo era “corretta ed equilibrata”: niente a che vedere, d’accordo, con la remunerazione in uso nei Comuni pre-aggregazione, ma assolutamente giustificabile se si confrontano le cifre (e la mole di lavoro e impegni) che circolano in altre città svizzere di dimensioni simili alla Nuova Bellinzona. Questo ragionamento, però, a quanto pare non è stato capito, il che dimostra una volta di più il fossato che si va scavando fra i cittadini e la maggioranza della classe politica chiamata a rappresentarli. 

Hanno fatto breccia, per contro, le motivazioni di una minoranza, curiosa alleanza fra estremi: motivazioni populiste che, estranee a ragionamenti di fino, ma aiutate dall’innegabile crisi economica e persino da una provvidenziale (per i fautori) nevicata, hanno puntato su una facile ironia contro chi, prima ancora di mettersi all’opera, pensa innanzitutto ad aumentarsi lo stipendio. E il messaggio, diffuso ampiamente anche via social, è passato. Le spiegazioni razionali non hanno convinto l’elettorato, le provocazioni di pancia sì.

C’è ora da aspettarsi, ovviamente, che si rivedano al ribasso i salari contestati. Ma soprattutto attendiamo la risposta del Municipio, sperando che non sia di (inutile) risentimento ma, al contrario, di volontà di capire questo voto, elaborando un nuovo regolamento che preveda più sostanza per quanto riguarda i compiti dei municipali, senza puntare (e ridurre) tutto solo al livello dei soldi. 

 

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