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Il ministro Varoufakis si dimette

06.07.2015 - aggiornato: 06.07.2015 - 16:24

L'annuncio su Twitter all'indomani del referendum in Grecia. «Mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare come ritiene opportuno il capitale che il popolo greco ci ha garantito con il referendum di ieri». Dati definitivi referendum; no 61,3%, sì 38,7%.

(AP Photo/Daniel Ochoa de Olza, File)

EPA/JULIEN WARNAND

Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ha rassegnato le dimissioni, motivando la sua decisione con la volontà di aiutare il premier Alexis Tsipras a raggiungere un accordo al tavolo dei negoziati. 

Lo si apprende dal profilo Twitter di Varoufakis, dove pochi minuti fa il ministro ha scritto: «Minister No More!».  

"Subito dopo l'annuncio dei risultati del referendum, sono stato informato di una certa preferenza di alcuni membri dell'Eurogruppo e di 'partner' assortiti per una mia... 'assenza' dai loro vertici, un'idea che il primo ministro ha giudicato potenzialmente utile per consentirgli di raggiungere un'intesa", scrive Varoufakis, "per questa ragione oggi lascio il ministero delle Finanze", ha scritto sui suo blog. 

"Considero mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare come ritiene opportuno il capitale che il popolo greco ci ha garantito con il referendum di ieri", ha aggiunto l'ex ministro, "e porterò con orgoglio il disgusto dei creditori".

 

 

varoufa.jpg

 

 

Classe 1961, economista (master Essex e Cambridge), di buona famiglia (il padre era un importante ex manager di Stato), Yanis Varoufakis è passato dall'essere un'icona anti-austerity a mastino di Alexis Tsipras che a poche ore dall'apertura delle urne referendarie aveva attaccato i creditori di Atene, accusandoli addirittura di "terrorismo". 

Messo da parte il suo sorriso glamour e accattivante, dalle colonne de 'El Mundo' si era lanciato a testa bassa contro i "nemici" di Bruxelles, con toni brutalmente aggressivi. L'ultima bordata prima del voto. "Posso dire che tutto quello che sta accadendo in Grecia in questi giorni - aveva attaccato Varoufakis - lo avevano preparato fin dall'inizio, che già cinque mesi fa era pronto un piano per farla finita con un governo che non accettava di farsi ricattare 'dall'establishment' europeo".

 

 

Atene chiede nuova liquidità, occhi puntati sulla BCE

 

 

Dati definitivi referendum; no 61,3%, sì 38,7%  

I risultati definitivi del referendum greco, diffusi dal ministero dell’Interno di Atene, confermano sostanzialmente i dati parziali: con 19.159 sezioni scrutinate su 19.159 (il 100%), i no si attestano sul 61,31% (3.558.450 voti) e i sì al 38,69% (2.245.537 voti). Hanno partecipato al voto 6.161.140 cittadini, pari al 62,5% degli aventi diritto.  

 

La reazione dei mercati

 

(red)

 

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