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Freno all'imposizione del valore locativo

21.03.2018 - aggiornato: 21.03.2018 - 09:44

di Paolo Pamini

(Foto archivio CdT)

In Svizzera viene tassato come reddito delle persone fisiche anche il cosiddetto valore locativo, ossia il ricavo da un canone di locazione fittizio dei proprietari di immobili. Tra i giuristi, la dottrina si divide sulla giustificabilità di una tale norma. Gli economisti invece sono tendenzialmente concordi che si tratti di un errore che andrebbe abolito.

Se così non fosse, secondo lo stesso principio il proprietario di un’automobile dovrebbe essere tassato su di un reddito aggiuntivo fittizio pari ai ricavi che egli potrebbe ottenere concedendo la propria auto a noleggio. Il fatto che l’auto venga usata per scopi privati e non venga noleggiata a terzi significa economicamente che il proprietario ha deciso di farne un bene di consumo, anziché un bene di investimento capace di generare ulteriore reddito. Poiché la tassazione diretta federale, cantonale e comunale impone il reddito, e non il consumo, non sarebbe coerente imporre il proprietario dell’automobile sul canone di noleggio fittizio che potrebbe conseguire.

L’illogicità economica del valore locativo può essere mostrata spingendo al parossismo il ragionamento. Ognuno di noi ha a disposizione 24 ore al giorno, che possiamo investire per conseguire un reddito oppure consumare in altre attività. Secondo la logica alla base del valore locativo, per esempio un architetto non dovrebbe pagare le imposte sul suo reddito effettivo, bensì sull’equivalente dell’onorario medio moltiplicato per 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno. Poco importa se deve/vuole pure dormire.

Naturalmente, l’abolizione dell’imposizione del valore locativo dovrebbe avvenire parallelamente al non riconoscimento della deducibilità fiscale degli interessi passivi bancari nell’ambito prettamente privato, ossia quando non siano un costo necessario a conseguire un reddito. Da questa considerazione si comprende come l’imposizione del valore locativo e la parallela deducibilità fiscale degli interessi passivi (tipicamente quelli ipotecari) rappresentino una sovvenzione celata all’industria bancaria, poiché grazie alla deducibilità fiscale parte del costo dell’ipoteca viene in realtà finanziato dal Fisco anziché dal debitore.

Purtroppo, oltre ad essere economicamente errato, l’attuale sistema punisce comportamenti virtuosi e premia comportamenti azzardati. Consideriamo una coppia di risparmiosi anziani, che hanno tirato la cinghia per anni rinunciando a lussi superflui e che sono riusciti a ripagare completamente l’ipoteca della propria casetta, magari pure attingendo al capitale pensionistico. Questi potrebbero far fronte al proprio stile di vita, vivendo in casa propria, giusto con qualche risparmio e la rendita AVS. Tuttavia, il Fisco potrebbe chiedere loro più liquidità di quanto non abbiano, di fatto obbligandoli a vendere la casa. I vicini spendaccioni ed iperindebitati sarebbero invece fiscalmente premiati.

Alcuni cantoni hanno riconosciuto il problema. Per esempio, la Legge tributaria grigionese limita il valore locativo al massimo al 30% delle entrate in contanti, se la sostanza imponibile è minore di 600mila franchi. La coppia di anziani risparmiosi sarebbe aiutata. Un’iniziativa parlamentare elaborata di chi scrive e sottoscritta da altri 20 deputati sarà a breve presentata al Gran Consiglio ticinese per introdurre il medesimo testo di legge anche in Ticino, forti peraltro di uno studio di Sabina Rigozzi del Centro di competenze tributarie della SUPSI commissionato dalla HEV Ticino, l’Associazione dei proprietari fondiari.

(Paolo Pamini, ETHZ e Istituto Liberale)

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