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Genova chiama Svizzera (via Lugano)

14.03.2018 - aggiornato: 14.03.2018 - 11:13

di Remigio Ratti

Una “prima” al LAC, Lugano Arte e Cultura, con un evento, questa volta, di geopolitica. Si svolge questa mattina (9.30-12.30), aperto a tutti gli interessati (curiosi non esclusi), il Convegno “Un Mare di Svizzera”. La Svizzera, Paese senza accesso diretto al mare, di solito ricorda i quattro fiumi che dal Massiccio del San Gottardo ritrovano il mare aperto dai suoi punti cardinali. Ora è l’inverso?

Il mare che chiama la Svizzera? Questo è il messaggio; e lo si capisce dal titolo della tavola rotonda “La portualità ligure e il corridoio ferroviario Genova-Rotterdam, chiave di sviluppo economico e sociale”, lanciata dal Presidente - Paolo Emilio Signorini - dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure occidentale; un nuovo ente che accomuna le potenzialità portuali di Genova e Savona. Altra precisazione, quella del prologo “Lugano-Chiasso: Priorità assoluta per il completamento del Corridoio Genova-Rotterdam”, a cura di Luca Clavarino, coordinatore del progetto LuMiMed (Lugano-Milano-Mediterraneo). 

Interessante convegno, ma dove sta la geopolitica? È come immaginare un’intera flotta ancorata davanti al LAC: la parte finale dal titolo “Due mercati, un obiettivo comune” vedrà la presenza dei presidenti delle Regioni Liguria (Giovanni Toti), Lombardia (il Presidente uscente, Roberto Maroni, accompagnato, si dice, dal suo successore, Attilio Fontana) e per la Regione Piemonte dell’assessore ai trasporti e infrastrutture. Non mancano, tra vari esperti italiani e svizzeri, il coordinatore del Corridoio europeo Reno Alpi e la vice-direttrice dell’Ufficio federale dei trasporti. La diplomazia patrocina ed è presente con i saluti dell’Ambasciatore di Svizzera a Roma, Giancarlo Kessler e, in rappresentanza dell’Italia, del Console Generale d’Italia a Lugano, Marcello Fondi.

I ticinesi alla finestra? Apparentemente sì, per la prudenza del Cantone; salvo un “faro” di impronta luganese che si annuncia nella sua funzione di ponte nord-sud. Genova e Lugano, con i due sindaci Marco Bucci e Marco Borradori, ormai vicinissimi alla firma di un Patto di collaborazione. Poi, a rappresentare gli oltre undicimila firmatari della petizione “Non attendiamo il 2050 per completare l’asse ferroviario del San Gottardo”, troviamo Giovanna Masoni-Brenni, co-presidente del Comitato ProGottardo. 

Facendo un salto nella storia ritroviamo in Genova, con Milano, la città che più ha voluto e co-finanziato nell’Ottocento la costruzione della “Gotthardbahn”; Genova sede del primo consolato svizzero all’estero; il porto di Genova che durante la seconda guerra mondiale è stato ad un certo punto l’unica porta per il nostro approvvigionamento e per il nostro export. 

Oggi, con il raddoppio delle capacità del canale di Suez, il rinnovato ruolo d’interscambio del Mediterraneo (malgrado tragici scenari di tensione) e l’adeguamento strategico e operativo dei porti liguri, ritroviamo un nuovo importante e significativo capitolo che non può non coinvolgere appieno anche la Svizzera; come Paese del transito, ma anche per il nuovo bacino di mercato con i porti liguri più vicini rispetto alle alternative, oggi dominanti, dei porti del Nord (Anversa, Rotterdam, Amsterdam e Amburgo).

Lugano, con le sue attività imprenditoriali, non ha mai perso il contatto con il mare.

Oggi, con intelligenza e con orgoglio, può far valere tra le altre - insieme al Cantone Ticino - la propria bandiera!

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