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La nuova società dei consumi 4.0

30.01.2018 - aggiornato: 30.01.2018 - 10:43

di Gianfranco Fabi

C’è qualcosa di più di una rivoluzione tecnologica in quello che sta avvenendo in questa fase dello sviluppo economico e sociale che possiamo tranquillamente chiamare “era di internet”. Non stanno cambiando solo il modo di fare le solite cose. Stanno cambiando le pratiche del lavoro, i sistemi degli scambi, gli stili di vita, le scelte quotidiane personali e collettive. I fattori che incidono nella nostra vita quotidiana non sono legati solo a telefonini e computer, ma derivano anche dal consolidarsi di nuovi valori e di nuove priorità: la cura del corpo e la salute per esempio, così come il rispetto per l’ambiente e, speriamo in forte quantità, anche lo spirito di solidarietà.
Sotto la punta dell’iceberg dello sviluppo del commercio elettronico si nascondono altre dimensioni della vita sociale che costituiscono al tempo stesso un fattore di crisi per i modelli tradizionali di produzione e un elemento di opportunità per le nuove iniziative capaci di rispondere con efficacia alle nuove tendenze.

Le stime più accreditate indicano che lo scorso anno gli acquisti effettuati via internet in Svizzera hanno superato i 10 miliardi di franchi con una crescita a doppia cifra legata anche alla possibilità di far capo ad operatori esteri, una possibilità peraltro non sempre conveniente al di là delle apparenze. È interessante notare che a soffrire maggiormente della concorrenza del web sono i grandi centri commerciali anche in settori, come quello dell’abbigliamento e delle calzature che a prima vista sembrerebbero privilegiare un rapporto diretto tra venditore e acquirente.

I tre settori in cui  la tecnologia ha cambiato in maniera più evidente i modi di operare sono quelli dell’informazione, delle banche e dei viaggi.  I giornali soffrono per la concorrenza di social network e motori di ricerca, mentre computer e telefonini sono diventati il nuovo sportello bancario con cui fare pagamenti, trasferire denaro, compiere operazioni finanziarie. Così come è diventato normale fare il biglietto del treno o prenotare un albergo via internet dove è possibile confrontare offerte e scoprire occasioni vantaggiose.

Ma stanno cambiando anche le più semplici abitudini quotidiane. Negli Stati Uniti la spesa per i consumi alimentari fuori casa ha superato quella per gli acquisti per consumare i pasti entro le mura domestiche. E non solo si moltiplicano i punti dove si vende il cibo da strada, ma anche nei ristoranti tradizionali prevale il piatto unico mentre il pasto completo è ormai riservato agli incontri ufficiali e alle cerimonie.

Tutto questo per un’attenzione alla salute da una parte, ma anche per mancanza di tempo e per la frenesia quotidiana dall’altra. Allo stesso modo si sta diffondendo un modo di vestire informale: la giacca e soprattutto la cravatta, che erano l’uniforme obbligata negli uffici, lasciano spazio a maglioncini e felpe, con un illustre esempio, quello di un grande manager come Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fca, che non rinuncia mai ai suoi pullover (acquistati per sua stessa ammissione su internet). Siamo quindi in una società dei consumi 4.0, con una sigla che richiama la quarta rivoluzione industriale, quella di internet dopo quella delle macchine, dell’elettricità, dei computer. Con nuovi stili di vita che avanzano soprattutto nelle grandi città, ma che si espandono gradualmente trainati dalla forza dei giovani. Stili di vita che possono costituire anche nuove opportunità di business e di lavoro.

 

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