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L'export svizzero registra numeri da record

09.02.2018 - aggiornato: 09.02.2018 - 11:00

di Valentina Rossi

La Svizzera è uno dei dieci principali Paesi esportatori al mondo. Prova di questo successo sono i dati presentati dall’Amministrazione Federale delle Dogane concernenti il commercio con l’estero per il 2017. Numeri record su tutta la linea, sia per le esportazioni che hanno registrato un netto miglioramento rispetto all’anno precedente (+4.7%), sia per le importazioni che hanno avuto un dinamismo eccezionale che non si registrava dal 2010.

Il benessere che possiamo vantare in Svizzera si fonda proprio sul commercio con l’estero: 2 franchi su 5 sono guadagnati grazie alla politica esterna. I settori trainanti sono la chimico-farmaceutica – che grazie ai risultati record degli ultimi anni può investire ulteriormente nella ricerca – e il settore dei metalli che già da parecchi mesi trascina le esportazioni elvetiche. Segnali positivi anche dal settore orologiero che dopo due anni di profonda crisi ha ripreso con fervore e ha contribuito al dinamismo del commercio estero.

Non solo la perdita della forza del franco e l’evoluzione dei prezzi hanno avuto un ruolo fondamentale per l’eccedenza record della bilancia commerciale, ma anche la politica degli accordi di libero scambio sta mostrando concretamente i suoi risultati. Il trattato con la Cina, entrato in vigore nel 2014, ha dato una spinta significativa alle esportazioni verso il dragone asiatico. Nel 2017 infatti la Cina ha superato la Gran Bretagna, posizionandosi al 5° posto nella classifica dei partner commerciali elvetici. Contrariamente si nota invece una diminuzione dell’interesse verso i Paesi della zona euro e una diversificazione dei mercati esteri.

La concorrenza internazionale per le nostre PMI è molto forte ed esse sono costrette ad affrontare un contesto estremamente dinamico. Oggi è compito della politica saper ampliare ancora di più le relazioni commerciali con i Paesi esteri. Gli accordi di libero scambio sono fondamentali per poter dare alle nostre aziende un vantaggio competitivo ed è quindi necessario continuare con le trattative in corso ed aprirne di nuove. Secondo uno studio del Credit Suisse, le PMI svizzere mirano ad avere un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti, il nostro secondo partner commerciale dopo l’Europa. Certamente una facilitazione delle procedure doganali e un abbassamento dei dazi sarebbe un incentivo ulteriore per sviluppare questo mercato. Parallelamente, la Svizzera deve rimanere vigile sulle trattative che sta intavolando l’UE con altre nazioni, come ad esempio il trattato con i Paesi del Mercosur, che potrebbe fornire alle aziende europee – una volta siglato -  un netto vantaggio rispetto agli imprenditori elvetici.

Per poter contare anche in futuro su dati incoraggianti come quelli del 2017, siamo fiduciosi che la Svizzera sappia continuare a mantenere condizioni quadro favorevoli alle aziende e proseguire quindi con slancio le trattative internazionali per diminuire le barriere nel commercio con l’estero. 

(Valentina Rossi, responsabile Servizio Export Cc-Ti)

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