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La Svizzera e i Mondiali (la nazionale dal 1930 al 2014)

06.12.2013 - aggiornato: 06.03.2014 - 13:08

Dal debutto con l'Olanda a San Siro al pareggio con l'Honduras in Sudafrica

La storia della Nazionale Svizzera di Calcio ai Mondiali è decisamente interessante e per certi versi incredibile. In Svizzera lo sport si diffuse – grazie agli inglesi – piuttosto presto (il Lausanne Football and Cricket Club venne per esempio fondato nel 1860 e molti storici lo considerano come il più vecchio dell’Europa Continentale). Molti svizzeri contribuirono poi a loro volta nel diffondere il calcio nel resto d’Europa (uno su tutti: Hans Gamber, fondatore del Barcellona). 

La medaglia d’argento alle Olimpiadi

L’Associazione Svizzera di Football (l’ASF) venne fondata nel 1895 e due anni più tardi venne organizzato il primo campionato (vinto dal Grasshoppers). La Nazionale di calcio viene invece creata dieci anni dopo e debutta ufficialmente il 12 febbraio 1905 a Parigi, perdendo per 1 a 0. Dopo la Prima Guerra Mondiale la FIFA decise di considerare il Torneo Olimpico come “Campionato del Mondo per dilettanti”. Nel 1920, in casa, si impose il Belgio. La Svizzera non ne prese parte ma, nel 1924 (in Francia), agguantò il secondo posto e i suoi giocatori poterono indossare la medaglia d’argento. In quell’occasione i rossocrociati strapazzarono nel turno di qualificazione la Lituania (9 a 0: con quattro gol di Paolo Sturzenegger, doppietta del mitico Max Abegglen e goal di Walter Dietrich e Rudolf Ramseyer). Negli ottavi di finale la Svizzera affrontava la Cecoslovacchia. Al 21esimo, su rigore, Sloup infilava il portiere rossocrociato Hans Pulver. Poi, al 79esimo, il solito Dietrich riusciva a pareggiare, causando così la ripetizione della partita (all’epoca, dopo i supplementari, non erano ancora previsti i calci di rigore). Due giorni dopo, il 30 maggio, la partita rimase in bilico fino all’87esimo, quando Robert Pache infilò l’1 a 0, permettendo alla Svizzera di passare il turno. Ai quarti i rossocrociati affrontarono l’Italia. La Svizzera aprì le marcature con Sturzenegger. L’Italia pareggiò con Giuseppe Della Valle al 52esimo ma fu Max Abegglen a regalare la vittoria agli elvetici. In semifinale la Svizzera, guidata dall’inglese Teddy Duckworth, incontrò la Svezia e, ancora una volta, fu Abegglen – con una doppietta – a risolvere la contesa. La partita si concluse 2-1 e valse la finale (del 9 giugno) contro l’Uruguay che, nel frattempo, si era sbarazzato dell’Olanda con lo stesso risultato. Uruguay-Svizzera si concluse con un secco 3-0 per i sudamericani. Andarono a segno Pedro Petrone, Pedro Cea e Angel Romano. Nel 1928, alle Olimpiadi di Amsterdam, la Svizzera venne invece liquidata al primo turno (il 28 maggio) dalla Germania. Risultato finale: 4-0 (tripletta di Richard Hofmann e gol di Josef Hornauer). Germania che verrà poi eliminata il turno successivo dall’Uruguay (che andrà poi a vincere il torneo battendo in finale l’Argentina per 2 a 1).

Il primo Mondiale

Nel 1930 la FIFA decise – su spinta del presidente Jules Rimet - di creare un torneo internazionale separato dalle Olimpiadi (anche perché il Calcio era stato escluso dagli sport olimpici dell’edizione 1932… ). L’organizzazione venne affidata all’Uruguay. La Svizzera, come molte nazioni d’Europa, non accettò l’invito per motivi legati alla distanza e ai costi di viaggio. Lo stesso fecero Austria e Cecoslovacchia. L’Italia rifiutò la partecipazione a causa di “contrasti” con la federazione uruguagia, mentre Scozia e Inghilterra non partecipavano a competizioni internazionali “a prescindere”. La Coppa del Mondo del 1930 mise così a confronto solamente 9 squadre e ad imporsi, alla fine, fu ancora una volta l’Uruguay (davanti a Argentina, Stati Uniti e Jugoslavia).

Nel 1934 la “Coppa Rimet” venne organizzata in Italia e la Svizzera ci arrivò vincendo il suo gruppo di qualificazione (davanti alla Romania, battuta per 2-0, e alla Jugoslavia, con cui si pareggiò 2-2). Le 16 squadre partecipanti iniziarono a sfidarsi negli ottavi di finale. La Svizzera riuscì a battere a San Siro (davanti a 33.000 spettatori) l’Olanda per 3-2. A rete andarono Leopold Kielholz (doppietta) e André Abegglen (fratello di Max). Ai quarti di finale, giocati a Torino, i rossocrociati si trovarono di fronte la fortissima Cecoslovacchia. La Svizzera, con Kieholz, passò in vantaggio al 12esimo, ma venne poi raggiunta e superata da due gol di Svoboda e Sobotka. Willy Jaeggy, al 78esimo, riuscì a riportare il risultato in parità ma, a 8 minuti dalla fine, Oldrich Nejedy realizzò il gol decisivo per la Cecoslovacchia, che poi s’impose anche in semifinale (per 3-1) contro la Germania. In finale però – in rimonta - s’impose l’Italia per 2-1 (con reti di Orsi e Schiavo).

Nel 1938 il Campionato mondiale venne organizzato in Francia. La Svizzera ci arrivò battendo (a Milano) il Portogallo per 2 a 1. Fu un mondiale decisamente particolare. L’Austria, che nel 1937 si era regolarmente qualificata battendo la Lettonia, non poté partecipare visto che venne annessa alla Germania con l’Anschluss. Il suo posto venne offerto all’Inghilterra, che rifiutò, e la Fifa decise allora di giocare con una squadra in meno, permettendo così alla Svezia di passare il turno a tavolino. Al mondiale parteciparono anche Cuba (che passò il turno eliminando la Romania) e le Indie Orientali Olandesi (l’Indonesia), battute invece 6 a 0 dall’Ungheria. La Svizzera dovette – in due partite - affrontare la Germania. Le due squadre si affrontarono il 4 giugno e i tedeschi passarono in vantaggio con Josef Gauchel. Al 43esimo ecco il pareggio rossocrociato, realizzato da Andre Abegglen. Visto il pareggio, la partita viene rigiocata il 9 giugno. La Germania è passata in vantaggio dopo 8 minuti con Willhelm Hahnemann e ha raddoppiato al 22esimo con un autogol di Ernst Loertscher. Proprio mentre tutte le speranze elvetiche sembravano scomparire, ecco l’incredibile reazione svizzera che, in meno di 45 minuti, realizzò 4 reti: prima con Eugen Walaschek, poi con Fredy Bickel e poi con una doppietta di Andre Abegglen (che morirà pochi anni dopo in un incidente ferroviario mentre è in trasferta con il La Chaux-de-Fonds). Nei quarti di finale la Svizzera affronta l’Ungheria e la partita finisce 2-0 con gol di Sarosi e Zsengeller. Ungheria che in semifinale sconfiggerà la Svezia (5-1) e che verrà poi battuta dall’Italia (4-2) in finale. Gli azzurri si aggiudicano così il secondo mondiale.

Il primo dopoguerra
Nel 1950, dopo una “pausa forzata” dovuto alla Seconda Guerra Mondiale, la “Coppa Rimet” viene ricostituita e l’organizzazione è affidata al Brasile. Al torneo, per la prima volta, parteciparono anche le squadre britanniche (che si sfidarono nel “British Home Championship”). L’Inghilterra vinse e volò in Brasile, mentre la Scozia decise di non partecipare (anche se ne avrebbe avuto diritto). Al Mondiale parteciparono 13 squadre: Bolivia, Brasile, Cile, Inghilterra, Jugoslavia, Messico, Paraguay, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Uruguay, Italia e Svizzera. L’Italia – ancora sotto shock per la tragedia di Superga - affrontò la trasferta in nave e si presentò all’appuntamento stravolta e senza più palloni (finiti tutti in mare… ). La nazionale indiana invece, che si era qualificata, venne squalificata in quanto il regolamento non permetteva loro di giocare a piedi nudi. La Svizzera era guidata dal ticinese Franco Andreoli ed inserita nel Gruppo 1. A Belo Horizonte, il 25 giugno, i rossocrociati persero 3 a 0 dalla Jugoslavia ma, tre giorni dopo, riuscirono nell’impresa di fermare il Brasile sul 2 a 2 con una doppietta di Fatton. La Svizzera chiuse l’avventura battendo 2-1 il Messico (gol di Bader e Tamini per i rossocrociati, di Horacio Casarain per i messicani). Il torneo venne alla fine vinto dall’Uruguay che, contro ogni pronostico, batté i Brasiliani proprio al Maracanã.

Il mondiale in casa (e i colpi di sole)

Nel 1954 la Svizzera ebbe l’onore di giocare il Mondiale in Casa. Le città ospitanti furono Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, Zurigo e anche Lugano (Cornaredo fu teatro della vittoria dell’Italia sul Belgio per 4-1, il 20 giugno, davanti a 32.000 spettatori). Venne scelta una strana formula in cui, in gruppi formati da quattro squadre, le due formazioni più forti non si sarebbero affrontate. La Svizzera era inserita nel gruppo 4, con Belgio, Italia e Inghilterra. All’esordio, alla Pontaise, i rossocrociati vinsero per 2 a 1 contro gli azzurri (rete elvetica di Robert Ballman, pareggio di Boniperti e poi gol partita di Sepp Huegi). A fine partita l’arbitraggio del brasiliano Viana venne pesantemente criticato dai giocatori italiani. Il 20 giugno, al Wankdorf, gli elvetici vennero battuti per 2 a 0 dagli inglesi e allora, per decidere chi sarebbe passato agli ottavi di finale, si dovette rigiocare il “derby” con l’Italia. Si giocò al St. Jakob di Basilea (il vecchio St. Jakob) e questa volta la supremazia rossocrociata fu evidente: La Svizzera si impose per 4-1 con doppietta di Huegi e gol di Ballman e Fatton. La Svizzera, incredibile ma vero, era ormai considerata una delle più concrete pretendenti al titolo e i quarti di finale (con l’Austria) si trasformarono in una delle partite più incredibili della nostra storia calcistica (ma forse dell’intera storia del calcio). In 19 minuti i rossocrociati si portarono sul 3 a 0. Segnò prima Ballaman, poi Huegi realizzò una doppietta. Verso la semifinale in scioltezza. E invece no. Theodor Wagner, al 25esimo, accorcia le distanze (3-1). Un minuto più tardi viene imitato dal collega Alfred Koerner (3-2). Un minuto ancora più tardi – ed è il 27esimo -  è di nuovo Wagner a infilare il pareggio. Tre gol in tre minuti. Ma non è finita. Ernst Ocwirk realizza il 3-4 al 32esimo, Koerner il 3-5 al 34esimo. “Un colpo di sole” spiegheranno a fine partita i giocatori elvetici. “Un colpo di sole” che ha colpito difensori e portiere. La Svizzera, in ogni caso, accorcia le distanze al 39esimo con Ballaman (4-5). Segna poi ancora Wagner, portando l’Austria sul 4-6, poi accorcia di nuovo Hueghi (5-6) e infine, al 76esimo, è Erich Probst a chiudere la partita realizzando il definitivo 5-7. Svizzera eliminata. In semifinale l’Austria viene distrutta dalla Germania Occidentale (6-1), mentre l’Ungheria di Puskas elimina ai supplementari l’Uruguay. In finale, a sorpresa, s’impone la Germania (3-2). I tedeschi chiamano quella partita “il miracolo di Berna” (anche se gli Ungheresi sostennero che i tedeschi si erano dopati prima della partita).

Nel 1958 il Mondiale venne organizzato in Svezia e la Svizzera (ma anche l’Italia) non riuscì a qualificarsi, chiudendo il girone con un solo punto dietro a Spagna e Scozia. Gli azzurri vennero invece beffati dall’Irlanda del Nord di George Best che, incredibilmente, partecipò al Mondiale. L’edizione 1958 della “Coppa Rimet” si chiuse con il trionfo del Brasile (alla sua prima vittoria) e di un giovane diciasettenne di nome Edson Arantes do Nascimiento (in arte Pelé) che, in finale, infilò due delle cinque reti che permisero di battere la Svezia (5-2).

Nel 1962 il mondiale torna in Sud America e a organizzarlo è il Cile. La Svizzera si qualifica grazie al secondo posto nel suo girone (vinto dalla Svezia e in cui viene eliminato il Belgio). I rossocrociati hanno una buona squadra, ma il torneo si chiude con una grossa delusione. Il debutto con il Cile finisce con una sconfitta per 3-1 (nonostante il vantaggio realizzato al 6’ da Rolf Wütrich). Il 3 giugno, a Santiago, la squadra scende in campo contro la Germania Ovest, ma Brülls (al 45’) e Seeler (al 59’) chiudono ogni speranza di qualificazione. Heinz Scheiter accorcia le distanze al 73esimo, ma non basta. La partita in programma con l’Italia, il 7 giugno, diventa una pura formalità visto che anche gli azzurri (battuti a loro volta sia dal Cile che dalla Germania) non possono più qualificarsi. Finisce 3 a 0 per l’Italia, con reti di Mora e doppietta di Bulgarelli. Il mondiale verrà vinto, di nuovo, dal Brasile che, in finale, batterà 3-1 la Cecoslovacchia.

Il 1966 sarà – per molto tempo – l’ultima occasione elvetica di giocare un mondiale da protagonista. I rossocrociati vincono il torneo di qualificazione superando, nel Gruppo 5, Irlanda del Nord, Olanda e Albania. Il Mondiale però – ricordato soprattutto per lo “scandalo della fuga dal ritiro” – finirà molto male e l’incontro inaugurale con la Germania (finito 5-0) ne sarà la dimostrazione. La nazionale elvetica non è male (in squadra vanta due ticinesi: il portierone del Lugano Mario Prosperi e Vito Gottardi) ma a livello internazionale non riesce più a tenere il ritmo di formazioni ormai completamente composte da giocatori professionisti. Il 15 giugno, a Sheffiled, la Svizzera viene sconfitta anche dalla Spagna (2-1), dopo essere passata in vantaggio al 31esimo con René-Pierre Quentin. L’ultima partita vede una nuova sconfitta, stavolta con l’Argentina, che s’impone per 2-0 con reti di Artime e Onega. Il Mondiale proseguirà con l’inattesa eliminazione del Brasile e dell’Italia (storico il gol contro gli azzurri del nordcoreano Pak Doo Ik). In finale si affronteranno i padroni di casa, l’Inghilterra, e la Germania. Finirà 4-2 per i britannici (tripletta di Hurst e gol di Peters).

La Svizzera guardò il mondiale del 1970 (in Messico) in televisione, e così fece per tutti i mondiali successivi fino a USA ’94. Chiuse il torneo di qualificazione (nel gruppo uno) al terzo posto dietro a Romania e Grecia (ma davanti al Portogallo). L’Italia invece al mondiale ci arrivò, e giocò benissimo. Dopo aver vinto il suo girone eliminò 4-1 i padroni di casa e, in semifinale (in una partita diventata storica), sconfisse 4-3 la Germania. In finale se la vide con il Brasile di Pelé che, per la terza volta, fece sua la Coppa Rimet (in modo definitivo). La partita finì 4-1.

In Germania, nel 1974, i padroni di casa riuscirono ad aggiudicarsi il secondo titolo mondiale, battendo per 2-1 l’Olanda (reti di Breitner e Müller per i tedeschi, di Neesens per i Paesi Bassi). La Svizzera non superò lo scoglio del girone di qualificazione, chiudendo al terzo posto del Gruppo 2 (vinto dall’Italia) a 4 punti dalla capolista. Svizzera che, in casa, riuscì a pareggiare con gli azzurri 0-0 ma che poi venne sconfitta al ritorno (a Roma) per 2-0.

Nel 1978 il Mondiale si sposta in Argentina e a vincerlo, come ormai da tradizione, è il paese ospitante. L’Argentina fatica a passare il girone (vinto dall’Italia e che vede l’esclusione di Francia e Ungheria). Nella seconda fase a gironi (nel mondiale 1978 si decide per questa nuova formula) s’impone invece davanti al Brasile (che andrà ad affrontare l’Italia per la “finalina” 3°-4° posto). In finale l’Argentina se la vedrà con l’Olanda e, ai supplementari, vincerà per 3-1. La Svizzera era rimasta impantanata ancora una volta nel turno di qualificazione, arrivando ultima (dietro a Svezia e Norvegia) nel gruppo 6.

Nel 1982 la Coppa del Mondo è organizzata dalla Spagna e la Svizzera ci terrebbe moltissimo a partecipare. Ancora una volta però non può competere con le altre squadre europee nella fase di qualificazione. Nel gruppo 4, decisamente molto equilibrato, solo 2 delle 5 nazionali avranno la possibilità di partecipare al Mondiale. Gli elvetici chiuderanno al quarto posto (dietro alle qualificate Ungheria e Inghilterra, alla Romania e davanti alla Norvegia). Sarà il mondiale dell’Italia e di Paolo Rossi (capocannoniere con 6 gol), di Tardelli, Scirea, Zoff e Collovati (ma anche del giovane Diego Armando Maradona). La finale, vinta 3-1 dagli azzurri contro la Germania, diverrà storia.

Per il 1986 la Fifa pensò di affidare i Mondiali alla Colombia ma gravi problemi politici (e anche il terremoto del 1983) spinsero la Federazione internazionale a trasferire il torneo in Messico. A trionfare, alla fine, fu l’Argentina di Maradona (designato “miglior giocatore”). Il Mondiale (con 14 squadre europee, 4 del Sudamerica, 2 nordamericane, 2 africane e 2 asiatiche) vide una fase a gironi senza grosse sorprese e in cui le favorite riuscirono a passare il turno. Molte reti negli ottavi. l’Argentina eliminò di misura l’Uruguay, l’Inghilterra infilò 3 reti al Paraguay, la Spagna 5 alla Danimarca, il Brasile 4 alla Polonia. L’Italia venne eliminata dalla Francia (0-2) e l’URSS si fece sorprendere dal Belgio (3-4) che poi, vincendo pure con la Spagna ai quarti, raggiunse una storica semifinale con l’Argentina. I padroni di casa si imposero per 2-0 (doppietta di Maradona) e in finale affrontarono la Germania battendo i tedeschi all’83esimo (Burruchaga infilò il definitivo 3-2). La Svizzera, ancora una volta, non era riuscita a qualificarsi.  Durante le qualificazioni affrontò Danimarca, URSS, Irlanda e Norvegia e si piazzò al terzo posto, a soli 2 punti dall’Unione Sovietica. Una Nazionale, quella rossocrociata guidata dallo scozzese Robert Valentine, comunque in crescita e che – oltre a ottimi giocatori come Umberto Barberis, Heinz Hermann o il portiere Karl Engel - già schierava alcuni dei giocatori che avrebbero rappresentato la spina dorsale della Svizzera dei prossimi anni (Andy Egli, Alain Geiger, Georges Bregy).

Nel 1990 – sulle note di Gianna Nannini ed Edorado Bennato il Mondiale torna in Italia. Dodici le città ospitanti: Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Udine e Verona. Il Campionato del Mondo – pur senza la Svizzera – entusiasma il Ticino. Alla fine a vincere sarà la Germania (finalmente unificata), che in semifinale elimina l’Inghilterra di Wright, Platt e Gascoigne ai rigori. L’Italia di Zenga, Baresi, Bergomi, Maldini, Vialli, Ferrara, Ancelotti, Baggio e Schillaci (capocannoniere del torneo e miglior giocatore del Mondiale) deve arrendersi ai rigori contro l’Argentina (Donadoni e Serena sbagliano dal dischetto) e, in finale, un rigore di Andreas Brehme regala alla Germania (allenata da Beckenbauer) il suo terzo titolo. Le qualificazioni per la Svizzera si chiudono piuttosto male. Vince la prima partita con il Lussemburgo per 4-1 (goal di Alain Sutter, Bruno Sutter e prima doppietta per Kubilay Turkyilmaz). In ottobre (1988) perde 1-0 all’Heysel contro il Belgio, poi 3-1 a Lisbona con il Portogallo (a segnare per i rossocrociati sarà Dario Zuffi, che nel 1991 passerà a Lugano). Nuova sconfitta (stavolta al Wankdorf) per 1-0 contro la Cecoslovacchia. Alla Maladiere ogni speranza di qualificazione viene spezzata dalla brutta partita con il Portogallo (persa 2-1) e gli ultimi 3 incontri si trasformano in una formalità. I rossocrociati pareggeranno 2-2 con il Belgio (gol di Kubi e di Adrian Knup), perderanno 3-0 con la Cecoslovacchia e poi vinceranno – in rimonta – con il Lussemburgo (gol di Bonvin e, di nuovo, Kubilay Turkyilmaz).

Goal in the USA

Nel 1990 il Neuchâtel Xamax ingaggia come allenatore Roy Hodgson (che in Inghilterra ha guidato il Bristol City proprio nelle settimane del fallimento e che in Svezia ha conquistato il campionato con il Malmö). Lo Xamax chiude al terzo posto in Serie A e l’anno seguente perde il Campionato per soli 2 punti. In Coppa Uefa i neocastellani eliminano il Celtic e poi riescono nell’impresa di battere in casa il Real Madrid (che però si rifarà largamente al Bernabeu).Questi risultati convincono la Federazione ad affidare a Hodgson la panchina della Nazionale (anche se Uli Stielike ha vinto 13 delle ultime 25 partite con la Svizzera – un record per una squadra che non partecipa ai Mondiali dall’ormai lontanissimo 1966). L’avventura di Hodgson inizia a Tallin il 16 agosto 1992. La Svizzera, impegnata nel gruppo 1 di qualificazione al Mondiale 1994, strapazza l’Estonia con un secco 0-6 (doppietta di Stéphane Chapuisat, gol di Bregy, Knup e Ciriaco Sforza). In settembre, al Wankdorf, arriva la Scozia e la Svizzera s’impone per 3-1 (doppietta di Knup e gol di Bregy). Il 14 ottobre, a Cagliari, i rossocrociati affrontano “la sfida delle sfide”: il derby con l’Italia. Ohrel infila un gol al 17esimo e cinque minuti più tardi arriva perfino il raddoppio di Chapuisat. La Svizzera sembra destinata a vincere la partita, passare in testa al girone a punteggio pieno e a involarsi in solitaria. All’83esimo Roberto Baggio accorcia le distanze e la beffa arriva durante i minuti di recupero, quando Eranio riesce a pareggiare. Poi arriva la prevedibile vittoria contro Malta (3-0) e il Pareggio (1-1) contro il Portogallo. La Svizzera è imbattuta e può legittimamente sperare di poter finalmente qualificarsi a un mondiale. In aprile si impone nuovamente a Malta (2-0 con gol di Ohrel e Türkiylmaz) e il primo maggio, a Berna, affronta di nuovo l’Italia. Questa volta finirà 1-0 per i rossocrociati (gol di Hottiger al 56esimo) davanti a 32.000 tifosi. La Svizzera coglierà un pareggio (1-1) ad Aberdeen con la Scozia, perderà 1-0 con il Portogallo a Lisbona e poi festeggerà la qualificazione imponendosi 4-0 con l’Estonia il 17 novembre 1993.

Il Campionato del Mondo del 1994 si tiene negli Stati Uniti e ad affrontare i padroni di casa nella partita inaugurale tocca proprio alla Svizzera. È il 18 giugno 1994 e al 39esimo, su punizione, è Georges Bregy ad aprire le marcature. Cinque minuti dopo gli americani pareggiano con Eric Wynalda (giocatore del Saarbrücken, retrocesso l’anno prima in Zweite Bundesliga). La partita termina in parità e in Svizzera viene vissuta come una doccia fredda essendo gli USA – sulla carta – la formazione meno quotata del Gruppo A. Quattro giorni dopo, sempre a Detroit, la Svizzera gioca però “la partita perfetta”. Contro la Romania di Hagi scendono in campo Marco Pascolo, Marc Hottiger, Yvan Quentin, Dominique Herr, il capitano Alain Geiger, Georges Bregy, Alain Sutter, Christophe Orel, Adrian Knup, Ciriaco Sforza  e Stephane Chapuisat. Al sedicesimo è Sutter (“l’angelo biondo”) a portare in vantaggio i rossocrociati. Gheorghe Hagi pareggia al 35esimo e le due squadre vanno alla pausa sull’1-1. Per venticinque minuti però la Svizzera si trasforma nel Brasile. Chapuisat segna il 2-1 al 52esimo. Knup realizza una doppietta tra il 65esimo e il 72esimo. Finisce 4-1 e la Svizzera afferra la qualificazione agli ottavi (anche perché la Colombia viene sconfitta 2-1 dagli Stati Uniti a causa di un’autorete di Andrés Escobar, giocatore che verrà poi ucciso a Medellin a inizio luglio). Nell’ultima partita del Girone gli elvetici affrontano proprio la Colombia (ormai tagliata fuori) a Stanford, vicino a San Francisco. Finirà 2-0 per la Colombia. All’81esimo entra in campo il ticinese Marco Grassi. Agli ottavi il sorteggio destina alla Svizzera la Spagna. A Washington la Svizzera gioca bene ma, già al 15esimo, viene colpita da un gol di Fernando Hierro. La Svizzera spinge, tenta di pareggiare ma, al 74esimo, gli iberici raddoppiano con Luis Enrique. A quattro minuti dalla fine (dopo che l’arbitro ha assegnato ben 4 cartellini gialli agli elvetici: a Hottiger, a Studer, a Pascolo e al “luganese” Nestor Subiat) la Spagna chiude la partita sul 3-0 grazie a un rigore di Txiki Beguiristan. La Spagna passa il turno, ma verrà eliminata nei quarti dall’Italia (2-1 con doppietta di Baggio). La Bulgaria, a sorpresa, elimina la Germania. Il Brasile batte l’Olanda mentre la Romania (che negli ottavi aveva superato l’Argentina) perde ai rigori dalla Svezia. In semifinale l’Italia, con un’altra doppietta di Baggio, elimina per 2-1 la Bulgaria, mentre il Brasile deve aspettare l’80esimo (gol di Romario) per venire a capo della Svezia. La finale (al Rose Bowl di Pasadena) sarà al cardiopalma. Italia e Brasile si affrontano in una partita splendida che terminerà 0-0 ai supplementari. Ai rigori Franco Baresi sbaglierà il primo tiro, imitato da Màrcio Santos, mentre Romario, Albertini, Branco. ed Evani realizzano. Sul dischetto si presenta Daniele Massaro, e sbaglia. Dunga realizza e il Brasile passa in vantaggio. Toccherà a Roberto Baggio il rigore “della salvezza”. Lo sbaglierà, regalando al Brasile il loro quarto titolo mondiale.

Nel 1998 i Mondiali tornano in Europa: in Francia. Grazie all’edizione del 1994 (e alla qualificazione all’Europeo 1996) la Federazione Svizzera di calcio ha incassato parecchi soldi e ha messo in moto una strategia formativa piuttosto innovativa. Quel che più conta, probabilmente, è l’aver guadagnato rispetto sul piano internazionale. Molti giocatori svizzeri partono per l’estero raggiungendo campionati blasonati e maturando esperienza, soldi e fama (anche se non tutti giocheranno da titolari). La Nazionale però, guidata da Rolf Fringer, fatica a esprimersi al meglio e il debutto nel torneo di qualificazione è disastroso. Il 31 agosto 1996, a Baku, i rossocrociati vengono sconfitti dall’Azerbaigian, compromettendo fin dall’inizio il cammino verso il mondiale. In ottobre battono per 3-2 la Finlandia (gol di Sforza, Murat Yakin e Massimo Lombardo). Poi però perdono in casa con la Norvegia, vincono in casa (grazie a un gol di Kubi all’83esimo) con l’Ungheria e pareggiano a Budapest 1-1 (gol di Chapuisat a tempo scaduto). Nel ritorno, a Losanna, la finlandia s’impone per 2-1. Poi arriva il secco 5-0 contro la Norvegia (che si qualificherà senza aver subito sconfitte) e la vittoria (5-0, tripletta di Türkiylmaz) con l’Azerbaigian. La Svizzera chiuderà il girone al quarto (e penultimo posto). Sarà un bel Mondiale anche senza la Svizzera. Agli ottavi la Danimarca (campione d’Europa nel 1992) elimina la Nigeria, l’Argentina batte l’Inghilterra ai rigori. L’Italia vince (con un gol di Vieri) contro la Norvegia, i padroni di casa sul Paraguay, la Germania sul Messico, la Croazia sulla Romania e il Brasile sul Cile. Nei quarti di finale la sfida più appassionante è il derby tra Italia e Francia (vinceranno i transalpini ai rigori) e la sfida tra Paesi Bassi e Argentina (2-1 per l’Olanda). Il Brasile elimina la Danimarca e – grandissima sorpresa – la Croazia si qualifica per le semifinali mandando a casa la Germania. Croati che vengono poi fermati dalla Francia (2-1) mentre, nell’altra partita il Brasile si impone 4-2 sull’Olanda ai rigori. In finale Zidane infilò una doppietta e al 93esimo Petit chiuse la partita, e il Mondiale, sul 3 a 0 per la Francia.

Nel 2002 il Mondiale approdò per la prima volta in Asia. Per le qualificazioni la Svizzera si ritrorv in un girone difficile, ma non impossibile. L’avventura iniziò però male, il 2 settembre 2000, con una sconfitta (all’Hardturm) contro la Russia (1-0). Il 7 ottobre a Zurigo i rossocrociati affrontarono le Far Oer. La Svizzera, con tripletta di Türkyilmaz e gol di Furnier e Zwyssig si impose per 5-1. A Ljubljana non si andò oltre al 2-2 contro la Slovenia (nuova doppietta di Kubi). A Belgrado, contro la Jugoslavia, la Svizzera pareggiò 1-1 (pareggiando a 6 minuti dalla fine con Chapuisat) ma, a quel punto, la situazione era già compromessa. Inutile la (striminzita) vittoria con le Faroe (gol di Frei a 9 minuti dalla fine…). I rossocrociati mollarono definitivamente e vennero sconfitti dalla Slovenia (1-0) e poi dalla Jugoslavia (2-1: gol di Hakan Yakin). La Svizzera vinse poi con il Lussemburgo (3-0: gol di Frei e di Türkyilmaz) per poi venire sconfitta in malomodo dalla Russia (4-0) a Mosca. Gli elvetici chiusero il girone al quarto posto, davanti soltanto a Faroe e Lussemburgo.

Il Mondiale vero e proprio, organizzato da Corea del Sud e Giappone, sarà ricordato per Ronaldo (capocannoniere), il tedesco Oliver Kahn (giudicato miglior giocatore) e – in Italia almeno - anche per l’arbitro Byron Moreno. La Francia, campione del mondo in carica, esce al primo turno (la sua prestazione spingerà la FIFA a costringere d’ora in poi il detentore del titolo a partecipare al torneo di qualificazione…). Passa la Spagna (“eterna promessa“ si diceva allora) nel Gruppo B e gli Stati Uniti eliminano il Portogallo. Nel Gruppo E la Germania chiude con 7 punti, e si qualifica agli ottavi in compagnia di una sorprendente Irlanda. Passa anche l’Inghilterra (e a sorpesa viene estromessa l’Argentina) e nel gruppo G, l’Italia si qualifica in un girone piuttosto complicato (con Messico, Croazia e Ecuador). È proprio nei quarti che l’Italia affronta Byron Moreno. Contro la Corea del Sud gli azzurri passano in vantaggio al 18esimo con Vieri. La Corea pareggia all’88esimo e poi, ai supplementari, vince con un gol di Ahn Jung-Hwan. Una tragedia nazionale per l’Italia, che contestò all’arbitro l’espulsione di Totti (simulazione), il gol annullato a Tommasi (fuorigioco piuttosto dubbio effettivamente…) e diversi falli piuttosto vistosi non sanzionati alla Corea. “Fanno qualificare le asiatiche per conquistare quel Continente con il calcio” si diceva nella Penisola. Il Giappone però, nel contempo, veniva eliminato dalla Turchia. Quel Mondiale, in ogni caso, era targato Brasile. Agli ottavi fece fuori 2 a 0 il Belgio, poi si liberò dell’Inghilterra (2-1) e, in semifinale, vinse 1-0 contro la Turchia con un gol di Ronaldo al 49esimo. La Corea del Sud effettivamente arrivò in semifinale (battendo ai rigori la Spagna in un’altra partita con diversi episodi dubbi) ma venne poi sconfitta dalla Germania. La finale finì 2-0 per il Brasile con una doppietta di Ronaldo.

Nel 2006 il Mondiale tornò a giocarsi in Germania. La Svizzera terminò in un girone piuttosto complicato: Francia, Israele, Irlanda, Cipro e Far Oer. Si iniziò con il botto (6-0 a Basilea contro le Far Oer, tripletta di Vonlanthen, che sembrava destinato a una carriera incredibile, e tripletta anche per Alexander Rey). A Basilea, pochi giorni dopo, i rossocrociati pareggiarono con l’Irlanda per 1 a 1 (gol di Hakan Yakin). Nuovo pareggio, stavolta in trasferta, in ottobre. Israele passò in vantaggio con Benayoun al 9’. I rossocrociati pareggiarono con Frei 15 minuti dopo e poi passarono con Vonlanthen al 34esimo. Ancora Benayoun pareggiò però la partita sul definitivo 2-2. L’impresa arrivò però nei mesi successivi. Si pareggiò prima 0-0 con la Francia, si sconfisse Cipro (gol di Frei: 1-0), si liquidarono le Far Oer (gol di Wicky e doppietta di Frei) per poi pareggiare ancora con Israele (1-1, sempre Frei), battere Cipro 3-1 (Frei, Senderos e Gygax) e pareggiare di nuovo con la Francia (1-1 di Magnin) e Israele. La Svizzera agguantò il secondo posto nel girone e ottenne la possibilità di giocare lo spareggio contro la Turchia (per una doppia sfida diventata tristemente nota per i duri scontri avvenuti a Istanbul). La Svizzera vinse l’andata a Berna per 2 a 0 (reti di Senderos e Behrami) e poi perse 4-2 nella rocambolesca partita di ritorno. Aprì le marcature Frei (dopo due minuti) ma la Turchia tirò fuori tutta la sua grinta e Tuncay realizzò due reti (al 22esimo e al 36esimo). Necati portò la partita addirittura sul 3-1 ma Streller accorciò all’84esimo. Inutile il gol di Tuncay a un minuto dalla fine. La Svizzera, finalmente, si qualificava di nuovo per i Mondiali.

Il sorteggio riservava ai rossocrociati un girone ragionevole: Francia, Togo e Corea. La Svizzera, a Stoccarda, iniziò nel migliore dei modi pareggiando 0-0 con la Francia. Con il Togo gli elvetici si imposero 2-0 (reti di Frei e Barnetta). Stesso risultato, il 23 giugno, ad Hannover. La Svizzera eliminò la Corea con un gol di Senderos e uno di Frei, agguantando il primo posto nel girone (imbattuta e senza aver subito reti!). Negli ottavi la sorte riservò agli elvetici – tutto sommato – una formazione abbordabile. Si evitò la Germania, l’Argentina, l’Italia, l’Inghilterra, l’Olanda, il Portogallo, il Brasile e la Spagna. Il destino volle l’Ucraina e la Svizzera, visto quando mostrato nelle precedenti partite, partiva da favorita. Già… Il match si chiuse a reti inviolate e si andò ai rigori. Al dischetto si presentarono Streller, Cabanas e Barnetta (ma non il rigorista Frei, sostituito in modo inspiegabile poco prima dei rigori… ). Sbagliarono tutti e 3 e l’Ucraina ne approfittò. Finì 3-0. La Svizzera venne eliminata senza aver subito neppure una rete durante i minuti regolamentari in tutto il Mondiale. Un record. Alla fine del Mondiale s’impose “un cielo azzurro sopra Berlino”. L’Italia faticò non poco a superare l’Australia negli Ottavi (gol di Totti a tempo largamente scaduto). Poi ci vendicò infilandone 3 all’Ucraina (gol di Zambrotta e doppietta di Totti). In semifinale (ai supplementari) eliminò i padroni di casa (2-0) con gol di Grosso e Del Piero. In finale (e che finale!) si scontrarono con la Francia di Zidane (che realizzò il gol del vantaggio al settimo). Materazzi pareggiò 12 minuti più tardi e la partita si concluse sull1-1 (anzi: la partita si concluse con una testata di Zidane proprio su Materazzi) e si andò ai rigori. Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso andarono a segno. Per la Francia sbagliò Trezeguet. L’Italia si laureò campione del mondo.

Inutile ricordare più di quel tanto il Mondiale del 2010 visto che tutti, più o meno, se lo ricordano. La Svizzera si presentò in Sudafrica nel migliore dei modi e vinse la partita iniziale (gol di Fernandes al 75esimo) con la Spagna (che poi diverrà campione del mondo). Gli elvetici perderanno con il Cile (gol di Gonzales al 75esimo) e poi non andranno oltre lo 0-0 con Honduras. Peccato. Speriamo vada meglio in Brasile.

(j.r.)

 

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