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Anche il PLR si oppone alla "No Billag"

13.01.2018 - aggiornato: 13.01.2018 - 20:07

Riunito in assemblea a Bienne, il partito raccomanda di respingere il testo in votazione il 4 marzo. La presidente Gössi: "La soluzione proposta non è adeguata".

La presidente del PLR svizzero Petra Gössi.

© KEYSTONE/Peter Klaunzer

Riunito in assemblea a Bienne (BE), il PLR raccomanda di respingere l'iniziativa popolare "No Billag" in votazione il prossimo 4 marzo. La decisione è stata presa con 204 voti contro 82 e 12 astenuti. Il testo chiede la soppressione del canone radiotelevisivo.

Dalla discussione sull'iniziativa popolare è nato un acceso dibattito sul ruolo e l'importanza dei media di servizio pubblico in Svizzera. Invitato ad esprimersi, il responsabile della campagna in Romandia del comitato favorevole a "No Billag", Nicolas Jutzet, ha dichiarato che occorre pagare per quel che si consuma. "Il sistema di riscossione attuale priva il cittadino della libertà di scelta", ha aggiunto il neocastellano. Dal canto suo, la consigliera nazionale Christa Markwalder (PLR/BE) ha sottolineato come l'iniziativa sia troppo radicale e libertaria. "Se il canone provoca il mal di testa, occorre curarlo con un'aspirina non con la ghigliottina", ha metaforicamente affermato la bernese, ribadendo uno slogan già usato dal comitato contrario a "No Billag".

Prima del voto dei delegati, anche la presidente del PLR Petra Gössi ha annunciato che avrebbe votato contro l'iniziativa popolare. Secondo la Gössi, la qualità dei media è molto elevata e non dipende dalla sorte dell'iniziativa "Sì all'abolizione del canone radiotelevisivo (Abolizione del canone Billag)". "Ma mi oppongo al testo, poiché la soluzione proposta non è a mio parere adeguata", ha dichiarato, precisando che la Svizzera ha bisogno di adattamenti e non di rivoluzioni.

Paesaggio mediatico

La consigliera nazionale svittese ritiene essenziale per la democrazia il fatto di avere un giornalismo indipendente e di grande qualità. "Anche se non sono sempre d'accordo con i giornalisti e i commentatori, rispetto e apprezzo il loro lavoro e l'importante contributo dei media al funzionamento della nostra democrazia".

A questo proposito l'assemblea ha approvato - con 275 voti contro 7 e 11 astenuti - un documento intitolato "Maggior mercato nel paesaggio mediatico svizzero". In esso vengono formulate delle proposte di riforma dei media elvetici in un mercato contraddistinto dal calo degli introiti pubblicitari e dalle nuove abitudini di consumo. Il comitato direttivo del PLR auspica per esempio miglioramenti nella procedura di attribuzione delle concessioni, una riduzione della regolamentazione per i media privati e un uso più efficiente degli introiti del canone. Tuttavia si oppone a un sostegno ai media online.

Attacchi a consiglieri federali

Davanti ai 320 delegati, la presidente del PLR svizzero ha inoltre difeso il lavoro dei suoi consiglieri federali. A suo avviso, gli attacchi subiti indeboliscono la posizione dell'intero governo nelle sue trattative con Bruxelles. Senza mai citarlo esplicitamente, la Gössi se l'è presa con il presidente del PS Christian Levrat: "il populismo dei socialisti non ci consente di avanzare", ha dichiarato accusandoli di non rispettare il lavoro dei consiglieri federali.

La presidente del PLR ha sottolineato come il suo partito non accetterà mai che si denigrino i membri del governo. Secondo la Gössi, è più facile attaccare persone e istituzioni che formulare proposte. Suscitando gli applausi del pubblico, la consigliera nazionale svittese ha fatto allusione alle recenti dichiarazioni giudicate "assolutamente irrispettose" del presidente del Partito socialista. Christian Levrat aveva accusato a fine dicembre il Consiglio federale di voler adottare un comportamento controproducente nella politica europea, criticando in particolare il nuovo capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Ignazio Cassis.
Politica europea

Secondo la Gössi, è proprio nella politica europea che la Svizzera dovrebbe far fronte comune. La presidente del PLR ritiene che occorra un piano congiunto e un'unità di intenti tra Governo, Parlamento, economia e cittadini anziché piccoli litigi interni. "La Svizzera deve essere unita ed elaborare proposte costruttive".
"Ciò che vogliamo, è avanzare. La nostra road-map è pronta: tra due settimane nel corso di un seminario con il gruppo parlamentare, discuteremo intensamente di Europa", ha rilevato la Gössi. Le proposte che scaturiranno da questo incontro saranno poi presentate all'assemblea dei delegati in programma in giugno.

Infine, prendendo la parola, il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha definito una "chance" per la Svizzera la partecipazione del presidente americano Donald Trump al Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR).

(Ats)

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